Ictus colpisce gli italiani per colpa della dieta mediterranea?

By | 5 novembre 2017

Ictus: più casi in Italia a causa della dieta mediterraneaL’ictus colpisce circa 200mila italiani, ogni anno. Il 20% dei pazienti sopravvive; gli altri, invece, sono costretti a fronteggiare disabilità più o meno gravi. L’ictus è la terza causa di decesso nel mondo e la seconda di demenza. Perché tale patologia colpisce soprattutto gli italiani? Sebbene nel Bel Paese, come in altre nazioni europee, sia calato notevolmente il tasso di mortalità, l’ictus costituisce ancora una grave insidia. Non è che a favorirlo sia la dieta mediterranea? L’esperta Simona Giampaoli, operativa presso il dipartimento Malattie cardiovascolari, dismetaboliche e dell’invecchiamento dell’Istituto Superiore di Sanità, ha spiegato: ‘L’Italia è un Paese ad elevato rischio di ictus sia per la sopravvivenza più elevata rispetto ad altri Paesi, sia per alcune caratteristiche comportamentali’. Ebbene sì, per la Giampaoli la dieta mediterranea è uno dei fattori che aumenta il rischio di ictus perché è ‘caratterizzata da un elevato consumo di sale, fattore non indifferente nello sviluppo di ipertensione arteriosa, di malattie cardio-cerebrovascolari, di patologie renali, di tumori del tubo digerente, di osteoporosi’.

La prevenzione

L’esperta Giampaoli sottolinea che l’ictus colpisce più in Italia che in altre nazioni ma ricorda che la prevenzione può fare molto: ‘La ricerca epidemiologica ha dimostrato che più del 50% degli eventi può essere prevenuto e, considerando le dimensioni epidemiologiche di questa patologia, l’impatto socio-economico e le sue conseguenze in termini di mortalità, disabilità e disturbi della capacità cognitiva, diventa fondamentale implementare azioni di prevenzione a livello di popolazione generale, sia sulle persone ad elevato rischio e su coloro che hanno già avuto un evento… Per coloro che già hanno avuto un evento cardiovascolare o soffrono di episodi di fibrillazione atriale esistono oggi terapie molto efficaci che permettono di vivere con una buona qualità di vita; tutti questi trattamenti però sono più efficaci e ci permettono di vivere meglio se accompagnati da stili di vita sani. È stato osservato ad esempio che persone che hanno episodi di fibrillazione atriale, durante i mesi estivi registrano meno episodi, così come durante i fine settimana. Un andamento che rispetta l’aumento del movimento: in estate, come durante i fine settimana si tende a svolgere più attività fisica che durante la stagione invernale…’.

L’ictus si combatte dunque con la prevenzione. Stili di vita corretti allontanano la patologia. Bisogna ricordarsi, ogni giorno, di fare un po’ di esercizio fisico; a tavola, invece, occorre consumare poco sale, burro, uova, formaggi e tutti gli alimenti contenenti tanto colesterolo e grassi.

Riguardo allo sport e alla corretta alimentazione, l’esperta ha affermato: ‘L’attività fisica deve impegnare almeno 150 minuti a settimana, e nei bambini almeno 60 minuti al giorno; l’alimentazione deve essere varia e bilanciata con molta verdura e frutta, legumi, cereali integrali, pesce e poca carne, tutto in porzioni modeste’.

Il trattamento tempestivo è cruciale

Una persona è colpita da un ictus in caso di ridotto o assente afflusso di sangue al cervello. Il tal caso, il tessuto cerebrale resta privo di ossigeno e sostanze nutritive; nel giro di pochi minuti inizia la necrosi delle cellule cerebrali.

In caso di ictus bisogna intervenire subito. Il trattamento tempestivo è cruciale per evitare danni al cervello e complicazioni.

Ci sono diversi fattori che possono aumentare parecchio il rischio di ictus, come obesità, sovrappeso, scarso esercizio fisico, binge drinking e consumo di sostanze stupefacenti come la cocaina.

E’ a rischio ictus anche chi soffre di pressione sanguigna alta, chi fuma, chi è spesso sottoposto al fumo passivo e soffre di diabete o colesterolo alto.

Secondo indagini condotte negli ultimi anni, sono gli afroamericani coloro che rischiano maggiormente di essere colpiti dagli ictus rispetto ai soggetti di altre razze.

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