Trading e finanza

La Banca Centrale Cinese ferma il bitcoin


Continuano gli alti e bassi di Bitcoin, la più celebre fra le monete virtuali attualmente in circolazione, che ha visto oggi uno stop provenire dalla Banca Centrale Cinese.

Direttamente da Pechino, la Peopl`s Bank of China (Pboc) descrive il bitcoin come potenzialmente pericoloso per il riciclaggio degli introiti provenienti da attività illegali.

Un annuncio che in realtà non sorprende dal momento che solo poche settimane fa la Cina si era letteralmente gettata sulla moneta virtuale, che allora aveva abbattuto il muro dei 600 dollari di valore,  e una risposta dalle autorità non poteva certo farsi attendere.

Il mercato finanziario cinese è infatti sottoposto a fortissime limitazioni e le possibilità offerte da una moneta completamente libera e indipendente da ogni organo centrale avevano ingolosito moltissimi investitori.

Sul fenomeno Bitcoin si stanno intanto sprecando le opinioni dei maggiori intenditori del settore con opinioni decisamente contrastanti tra loro. In Italia in una recente intervista Fabio Vita, autore del libro “Senza Banche”, sottolinea come non si possa parlare di bolla speculativa in quanto “Una bolla è qualcosa che perde il 70% e non lo riprende più”.

Al contrario Alan Greenspan, ex presidente della Federal Reserve, sottolinea come il bitcoin sia una bolla, proprio perché ha modificato enormemente il suo valore per ben 89 volte in un anno.

Bolla o non bolla per ora l`unico dato certo è che i bitcoin continuano a circolare liberamente riscontrando un successo crescente. Come lo stesso Vita aveva previsto poi l`entrata in gioco del motore di ricerca cinese Baidu (quotato al Nasdaq) che aveva iniziato solo pochi giorni fa ad accettare i bitcoin come metodo di pagamento, non poteva che portare ad un intervento delle autorità cinesi.

Resta ora da vedere se l`annuncio della Pboc comporterà un calo del valore della moneta, dal momento che in breve tempo la Cina stava già generando il 35% del traffico mondiale di bitcoin.

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