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Migranti, accordo tra Italia e Germania per rimpatrio

Non è certamente il primo accordo di questo tipo e, probabilmente, non sarà neanche l’ultimo. La Germania ha raggiunto, almeno formalmente, un accordo con l’Italia sul rimpatrio dei migranti. Nulla che cambi la situazione del territorio italiano, ma porterà a una sostanziale differenza nei confini tedeschi, che respingeranno tutti i migranti che si sono spostati in Germania dopo essere stati accolti nei paesi d’ingresso dell’Unione Europea. L’annuncio dell’accordo raggiunto è arrivato da parte del ministro dell’interno tedesco, Horst Seehofer, ma si attende la posizione del governo italiano. Prima dell’atto conclusivo, infatti, c’è bisogno della firma da parte di Matteo Salvini. 

L’annuncio dell’accordo sui migranti da parte di Horst Seehofer

Un giorno storico e un vero e proprio successo; è stato definito in questo modo il momento in cui è stato raggiunto l’accordo tra il ministro dell’interno tedesco e quello italiano. Secondo quest’accordo che non si è ancora sicuri venga firmato anche dal governo italiano, verranno rimpatriati tutti quei migranti che hanno varcato il confine tedesco dopo aver già fatto richiesta di asilo nei paesi d’ingresso dell’Unione Europea.

Questa la dichiarazione: «L’accordo con l’Italia sul rimpatrio di profughi è stato raggiunto. Mancano solo le due firme. Quella del mio collega Matteo Salvini e la mia. Per risparmiare costi di viaggio ci scambieremo i documenti per firmarli ognuno a casa propria. Questo richiederà ancora un paio di giorni. Il raggiungimento dell’intesa è un grande successo». Adesso si attende la posizione di Matteo Salvini.

L’accordo tedesco era già stato raggiunto con Spagna e Grecia

Un accordo analogo era già stato raggiunto dalla Germania con Spagna e Grecia, altri due paesi d’ingresso nell’Unione Europea. Secondo le stime, gli accordi porteranno a un contingente di circa 40mila migranti, solo nello scorso anno. Tutti coloro che hanno varcato il confine tedesco dopo aver già fatto richiesta di asilo in altri paesi di ingresso dell’Unione Europea, infatti, verranno respinti dal governo della Germania. 

Le norme (benchè molto criticate) portano a una gestione diversa delle domande di asilo: sono i paesi nazionali – in particolar modo quelli di primo ingresso ai rifugiati – a dover meglio gestire i flussi migratori.  

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