Cucina

Napoli, pizza di due chilometri al lungomare Caracciolo

Napoli, ‘culla’ della pizza, vuole lasciare il segno e con un’iniziativa dimostrare che al mondo non esiste nessuna città in grado di eguagliarla quando si parla di pizza

 

 

Non poteva che accadere a Napoli una cosa del genere. L’impresa è ammirevole: creare una pizza lunga due chilometri. Avete sentito bene, due chilometri di pizza per segnare un record. Nel capoluogo campano inizieranno a lavorare, dalle 9 alle 20 sia pizzaioli napoletani che provenienti da altre città italiane e del resto del mondo. Tutti uniti dalla passione per la pizza. A Napoli arriveranno anche i membri del comitato internazionale del Guinness, che osserverà attentamente ogni fase della preparazione della mega pizza. A promuovere l’interessante e succulenta iniziativa sono stati Pizza Village e Caputo Il Mulino, rinomata azienda che produce farine. Per realizzare una pizza lunga due km, i pizzaioli useranno 2 tonnellate di farina, 2 tonnellate di mozzarella, 30 kg di basilico, 200 litri di olio, e una tonnellata e mezzo di pomodoro. Tanti ingredienti per la pizza dei record, che verrà cotta in 5 forni. La maxi pizza sarà larga 40 cm. Appuntamento al lungomare Caracciolo, dunque, dove il prossimo 15 maggio tantissimi pizzaioli cercheranno di entrare nella storia. Eloquente il titolo dell’evento: “L’unione fa la pizza… più lunga del mondo”. Riusciranno i pizzaioli a battere il precedente record, segnato l’anno scorso ad Expo, di 1,5 km?

La pizza è certamente sinonimo di Italia. Una delle cose che vengono in mente agli stranieri quando pensano all’Italia è sicuramente la pizza. Napoli è la patria della pizza, la città che ha dato vita a un piatto unico, osannato in tutto il mondo, rivisitato ed emulato tantissime volte. Nessuno, però, è riuscito mai a creare un alimento così buono e salutare come la pizza. Tutti, nel mondo,  hanno sentito parlare almeno una volta, nel bene o nel male, della pizza. Come si dice, “l’importante è che se ne parli”. Non si conosce la data esatta della nascita della pizza, sappiamo solo che nel 1889, quando la regina Margherita di Savoia, moglie di Umberto I, si recò a Napoli per una visita gustò un alimento speciale, a forma di luna piena, con mozzarella, pomodoro e basilico. La regina rimase estasiata da quel piatto preparato dal pizzaiolo Raffaele Esposito per celebrare l’unificazione dell’Italia. Da quel momento in poi, la pizza si diffuse in tutt’Italia e nel mondo.

Non tutte le pizze, però, possono fregiarsi dell’attributo ‘pizza napoletana verace’. La vera pizza napoletana, infatti, deve essere morbida, con ‘cornicione’ prominente, e piegabile facilmente; inoltre deve emanare un forte odore di pomodoro, origano, basilico. Inutile dire che per gustare la vera pizza napoletana bisogna recarsi in una delle tante pizzerie di Napoli e dintorni. Largo alla pizza, dunque, piatto mai demonizzato dai medici che, anzi, hanno esaltato le sue virtù. Se consumata con moderazione, infatti, la pizza si rivela un vero elisir contro varie patologie. Diversi studi svolti presso l’Istituto Mario Negri hanno sottolineato che la pizza allontana patologie insidiose come infarto e tumore. Del resto, la pizza è o non è l’emblema della dieta mediterranea, esaltata da tantissimi medici e nutrizionisti?

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