In ospedale per la pancia gonfia: incinta a soli 11 anni

By | 25 novembre 2017

Vicenda incredibile quella di oggi, che vede protagonista una bambina, essere in ospedale per la panica gonfia: essere invece incinta a soli 11 anni!
Ebbene si, perchè la piccolina, lo scorso 17 novembre è stata accompagnata dalla madre all’ospedale Sant’Anna di Torino, per l’evidente pancia gonfia della bimba che attribuiva ad una intossicazione alimentare … mentre invece si trattava di ben altro! Ma andiamo a scoprire tutti i dettagli del caso …

Sospetto di intossicazione alimentare

La madre della bimba, visto l’evidente ventre gonfio della bambina, sospettando un’intossicazione alimentare, ha portato con urgenza la figlia all’ospedale Sant’Anna di Torino, perchè le prestassero soccorso immediato.
Evidente lo shock della donna, quando dopo i dovuti controlli, i medici le hanno spiegato che in realtà sua figlia, non aveva avuto un’intossicazione alimentare ma aspettava un bambino!
A provocare la gravidanza della bambina è stato un 35enne nigeriano, che è stato immediatamente arrestato ed è finito in carcere.

La violenza

La bambina, perchè di quello si tratta, è rimasta incinta a soli 11 anni,in seguito ad una violenza sessuale subita dal vicino di casa, un 35enne nigeriano, che è stato accusato di aver abusato della minorenne, della quale si occupava, quando i genitori erano assenti.
Da una prima ricostruzione del caso, lo scorso 17 novembre la madre dell’11enne ha portato la figlia in ospedale perchè “aveva la pancia gonfia“ e credeva avesse un’intossicazione alimentare ma dopo aver parlato col medico, ha scoperto un’insospettabile verità: “La sua bambina è incinta di 22 settimane”.
Da questa verità è partita immediatamente l’inchiesta della magistratura che ha portato all’arresto per violenza sessuale di un 35enne nigeriano, come la famiglia protagonista della vicenda.
Svelata la verità, la bimba ha quindi confessato ai genitori, che non vedeva mai, per tutto il giorno: “Mi toccava sempre sotto i vestiti”. Il padre della bambina è un operaio, mentre la madre si occupa di fare le pulizie in casa.

I fatti

Come si evince dalla misura cautelare, depositata un paio di giorni fa dal giudice Alessandra Pfiffner, il 35enne nigeriano: “godeva della fiducia di tutta la famiglia” seppur non esisteva di fatto “alcun legame di parentela” con la piccola vittima, che confessa “Quando dormivo dallo ‘zio’ lui si avvicinava e io gli dicevo che non volevo. Dopo un po’ smetteva, altre volte insisteva” e quindi l’atroce verità “Poi mi diceva di non dire niente a nessuno, perché altrimenti non avrei più rivisto la mamma”.
Le violenze sarebbero iniziate ancora nel settembre 2016 e continuate, fino a prima di quest’estate. “L’uomo” sottolinea il Tribunale “approfittava dei momenti in cui la vittima dormiva” e sotto minaccia, la “costringeva a subire atti sessuali, tanto da metterla incinta”.
L’11enne non avrebbe mai confessato né alla mamma, né al padre, quello che le faceva lo ‘zio’, fino a quella drammatica visita in ospedale, del 17 novembre scorso.
Al momento il 35enne, difeso dall’avvocato Wilmer Perga, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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