Rivoluzione smart working presto anche in Italia

By | 26 ottobre 2016

Il lavoro, una parte fondante della vita umana, si è sviluppato a pari passo con l’umanità stessa, e oggigiorno è largamente aiutato dal progresso tecnologico. Basti pensare che non serve più restare sempre incollati a un solo posto di lavoro, ma si può prendere in considerazione l’idea di spostarsi, in contempo continuando a lavorare. Questa pratica si chiama smart working (che può essere tradotta come “lavoro agile”) e viene largamente utilizzata nei Paesi industrializzati, quali Stati Uniti d’America, Giappone o persino il Regno Unito. Si tratta di una soluzione rivoluzionaria che si traduce nella flessibilità dei lavoratori di un’azienda e in una relativa indipendenza dalle necessità del lavoro tradizionale. Parlando dello smart working, però, occorre stare attenti e non confonderlo con il telelavoro, il welfare aziendale, o persino con una nuova forma di lavoro per i giovani. Bensì è una filosofia lavorativa sviluppata in ambito manageriale, il cui obiettivo principale è quello di aiutare i lavoratori a gestire i propri spazi e orari, diventando così più autonomi e meno dipendente dal solito ufficio.

Tuttavia, non occorre nemmeno pensare che sia la panacea per i mali del lavoro classico. Di fronte a una maggiore libertà d’azione si hanno più responsabilità e in generale questa filosofia prevede dal lavoratore risultati migliori. In Italia lo smart working sta soltanto entrando nell’ambito legislativo, e sebbene lo smart worker non sia ancora una figura ben definita all’interno della legge, i passi fatti verso questo obiettivo lasciano ben desiderare. Perché questo sia possibile, però, servono notevoli strumenti informatici, applicazioni per smartphone, dispositivi e così via. La quantità (e la qualità) di apparecchi che deve possedere lo smart worker dovrà essere chiarita dal datore di lavoro insieme al dipendente stesso. Tramite l’accordo tra le due parti si stabiliscono anche gli orari, i modi di lavorare, i tempi e altro. Tutto questo potrebbe portare vantaggi a doppio senso sia al lavoratore, che all’azienda stessa (la cui produttività aumenterebbe del circa 20%).

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Ma quali strumenti sono necessari per uno smart worker? Premesso che le mansioni (e quindi i dispositivi) cambiano in relazione al lavoro svolto, ci sono delle applicazioni basilari. Per esempio, qualora si avesse bisogno d’inviare un documento tramite fax, e il fax fosse solo in ufficio, si potrebbe utilizzare il servizio eFax che ha anche una versione mobile. L’app eFax è presente sia nell’App Store che in Google Play e può essere utilizzata, dunque, sia sugli iPhone (di qualsiasi modello), sugli iPad che sui dispositivi con sistema operativo Android. Tale applicazione, molto facile da utilizzare e dall’interfaccia intuitiva, permette letteralmente di trasformare il dispositivo Apple in una macchina fax. Così uno smart worker potrà inviare documenti in maniera sicura indipendentemente dal luogo in cui si trova, utilizzando semplicemente lo smartphone. All’utilizzo dell’applicazione occorre abbinare un abbonamento eFax, che fornisce l’accesso al servizio. Quest’ultimo costa 11 euro al mese. Prima di acquistare l’abbonamento, però, si può usufruire dell’eFax Plus free trial, un periodo di prova per capire tutti i vantaggi del software.

L’invio di documenti è molto facile. Basta fare l’upload del documento sulla propria email (o, in alternativa, su un servizio simile al Dropbox) oppure scannerizzare il documento necessario. Oltretutto il programma permette di editare il documento o aggiungere delle pagine extra prima d’inviare il file. Per ufficializzare il documento si può aggiungere la firma elettronica toccando lo schermo con il proprio dito. Una volta che il documento sarà recepito dal destinatario, il servizio invierà all’utilizzatore una conferma dell’avvenuta ricezione. L’interfaccia di eFax permette all’utente di navigare facilmente in mezzo ai diversi documenti, creare cartelle o spostare i file sul proprio dispositivo o su un servizio di memorizzazione esterno. Le estensioni supportate da eFax spaziano dai semplici PDF, passando per i DOC, senza dimenticarsi delle immagini (JPG) e altre. Questo facilita in modo visibile il lavoro a uno smart worker, che altrimenti per inviare un fax avrebbe dovuto raggiungere l’ufficio.

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