Istruzione

Sciopero dei maestri: qual è il motivo della rimostranza?

Scioper scuola 8 gennaioL’8 gennaio gli studenti italiani torneranno a scuola, dopo le festività natalizie. Molti però non troveranno le maestre dietro la cattedra. E’ stato proclamato per l’8 gennaio 2018, infatti, lo sciopero dei maestri di materne ed elementari. Perché tali insegnanti si lamentano? Il motivo sta nel posto fisso che, in base a una sentenza, non potranno mai ottenere. Le lezioni sono a rischio nelle scuole elementari e materne perché gli insegnanti di tali istituti sarebbero stati penalizzati dalla sentenza. I diplomati magistrali che hanno conseguito il titolo entro il 2001-2002 sono stati allontanati dalle graduatorie a esaurimento, lo scorso dicembre, da una sentenza del Consiglio di Stato. Far parte di tali graduatorie è un presupposto per ottenere il posto fisso.

Impossibilità di comparire nelle graduatorie a scorrimento

I giudici del Consiglio di Stato non hanno statuito che i maestri sono preclusi dall’insegnamento, visto che il loro diploma permette di farlo. Il problema è l’impossibilità di far parte delle graduatorie a scorrimento, proprio quelle che consentono di ottenere un posto di lavoro a tempo indeterminato.

Luciana De Carolis è laureata in matematica ed ha insegnato sempre nelle scuole primarie con il diploma magistrale. A breve conseguirà la laurea in Scienze della formazione primaria, quella che serve per insegnare nelle primarie ed elementari. Luciana rischia il precariato a vita.

‘Vado bene come supplente, ma non come maestra di ruolo, anche se questo ho fatto negli ultimi anni e nella scuola lavoro ormai da 20’, ha detto la signora De Carolis.

Ben 7 sentenze avevano statuito che tutti quelli che avevano conseguito il diploma magistrale entro 2001 potevano figurare nelle graduatorie a esaurimento, con riserva. Chi ha conseguito tale titolo successivamente e vuole insegnare deve prendere la laurea. La sentenza recente, invece, ha ‘ribaltato’ tutto.

La chiosa del Ministero

Chi non ha laurea ed è stato assunto, dunque, può ritrovarsi senza lavoro? Ecco la risposta del Ministero: ‘La decisione non ha effetti immediati sulle situazioni soggettive dei diplomati magistrali. Il Consiglio di Stato è intervenuto per assicurare che i giudici interpretino la normativa in modo uniforme visto che in passato ci sono state sentenze con orientamenti differenti’.

‘Vado bene solo come supplente’

‘Come posso io accettare l’8 gennaio di tornare in cattedra con i bambini e sapere che vado bene come supplente e non da docente di ruolo? Quello che ho fatto fino ad adesso non andava bene?’, chiosa Luciana De Carolis, che riveste anche l’incarico di coordinatrice del sindacato Anief a Bologna.

‘Io ho fatto sempre questo, cosa altro vado a fare a 42 anni, come cambio lavoro?’, si domanda Luciana.

Una cosa è certa: il circuito della scuola italiana è sempre più ingarbugliato.

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