Silvio Berlusconi rivela ricetta anti crisi: “Meno tasse per tutti”

By | 25 dicembre 2014

“Meno tasse, meno tasse e flat tax”. Questo è l’imperativo dell’ex premier Silvio Berlusconi, che nelle ultime ore ha diffuso un video per dare gli auguri a tutti gli italiani.

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Nel video Berlusconi indica le sue idee per allontanare la crisi, sottolineando che il governo di Matteo Renzi è il terzo esecutivo non eletto dal popolo.

“Il programma che noi metteremo in pratica, ove avessimo responsabilità di governo, è la formula liberale del benessere e della crescita che ha funzionato sempre e dovunque sia stata realizzata. È un programma in tre punti. Il primo punto: meno tasse. Il secondo punto: meno tasse. Il terzo punto: ancora meno tasse”, ha spiegato l’ex premier, ricordato che se andasse al governo innalzerebbe anche le pensioni minime a 1000 euro al mese per 13 mensilità.

Parlando di flat tax, Berlusconi ha detto che un’imposta al 20% per tutti i nuclei famigliari e le imprese andrebbe applicata anche in Italia.

6 thoughts on “Silvio Berlusconi rivela ricetta anti crisi: “Meno tasse per tutti”

    1. walter

      bacucco o no e meglio di quegli altri figli D P… che ci tassano senza tregua

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  1. Marco

    Allora è vero che invecchiando si rimbambisce: le stesse cose che diceva vent’anni fa, le ripete adesso come un disco rotto. Solo che nel frattempo ha governato quasi ininterrottamente senza metterle in pratica, ma provocando un ulteriore aumento del debito pubblico con un conseguente aumento delle tasse. Abbia finalmente il coraggio di togliersi di mezzo e di dedicarsi a tutto meno che alla politica, dove di danni ne ha fatti già abbastanza!

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  2. ciao silviozzo

    Lo chiameremo Silvio Bulgariasconi! In Bulgaria c’è una flat tax del 10%…voglio vedere poi come va a finire il sistema sanitario, quello pensionistico e la sicurezza! ciao silviozzo. La verità è che l’Italia ha campato su mafia e migliorismo burocratico ovvero capitali internazionali ripuliti, flussi di immigrati protetti da varie mafie e concorsi spesso truccati che hanno incastonato in posti chiave personaggi di scarso valore riconosciuti come migliori e rivelatesi poi corrotti e corruttori!
    Bisogna passare al migliorismo responsabile ovvero quello dell’assunzione di persone che una volta riconoscute di valore dimostrino sul campo e in autonomia di dare dei risultati. Coloro che non danno risultati però non si possono buttare nell’imondizia e gli va garantito un minimo sostentamento, quindi va costruito lo stipendio su base meritocratica e per farlo bisogna costruire dei meccanismi perchè ognuno sia messo in grado di dimostrare ciò che sa fare. Lo stipendio pubblico dovrebbe essere modulato
    Base per tutti uguale e magari che viene data anche a chi non lavora come reddito minimo garantito
    Base per le competenze perchè non possiamo retribuire chi ha fatto lo sforzo di studiare fino a 30 anni investendo su se stesso per arrivare a dare risultati di valore
    E poi parte sostanziale dello stipendio legata a parametri mensili in base a risultati, ovvro chi fa, chi sa, chi dimostra attenzione e dedizione al lavoro prende di più e gli altri di meno!
    ma questo non ti piace perchè va contro la pssibilità di mettere nei posti chiave i tuoi “semper fidelis” non piace al pd perchè significa assumersi responsabilità politiche e rinunciare al tanto comodo meccanismo di giustificazione burocratica (che recita ha vinto il concorso ha ragione) non piace ai nepotisti universitari che costruiscono esami difficilissimi per il popolo indistinto da bocciare in massa e poi organizzano ad hoc un concorsino per far entrare i propri parenti….

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  3. FAbio taxii

    La verita che il governo è lo specchio di quello che siamo,perche in Italia ci sappiamo solo lamentare ,e dare adosso a chi mette su una attivita

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