Tassa sul caro estinto, morire costerà di più: ecco l’Iva sul funerale

By | 28 ottobre 2017

Tassa sul caro estinto in dirittura d'arrivo: ddl in SenatoIn futuro morire costerà di più. Non è uno scherzo. Forse non tutti sanno che è da diversi anni incardinato nel Parlamento italiano un disegno di legge che regolamenta le attività funerarie. In soldoni, si vuole introdurre una tassa sul caro estinto, visto che attualmente la disciplina è alquanto lacunosa e, soprattutto, va a vantaggio degli eredi e di chi opera nel settore funerario. Lo scopo è far venire alla luce un’evasione molto alta. Inoltre si vuole eliminare l’esenzione per diversi servizi. Oggi l’Iva non si paga nel campo dei servizi funebri e cimiteriali. Questo non va evidentemente giù ai politici, che intendono introdurre l’imposta, anche se con l’aliquota agevolata del 10%. Tutto ciò sembra una burla a molti, invece è verità. Il disegno di legge è oggetto di esame in Senato ed è probabile che verrà presto approvato. Una notizia non proprio buona, quando mancano pochi giorni al 2 novembre, ovvero il giorno della commemorazione di tutti i defunti.

Combattere l’evasione fiscale

A spiegare l’intenzione dei politici, o meglio il contenuto del ddl, è stato Francesco Luongo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino: ‘Il provvedimento vuole riorganizzare il settore dei funerali, riordinare il sistema cimiteriale e combattere l’evasione fiscale, ma in sostanza introduce nuovi costi per i cittadini, per il funerale e la sepoltura dei propri cari’.

Luongo ha precisato che, oltre all’introduzione all’Iva agevolata, il ddl contempla anche una sorta di affitto sulla tomba: ‘Un contributo annuale che dovrebbe essere pari a 30 euro, destinato a finanziare la vigilanza e il controllo da parte delle aziende locali’. 

Il provvedimento poi obbliga i Comuni a devolvere il 20% della Tasi incassata ai cimiteri monumentali.

Il primo firmatario del ddl che introduce  la cosiddetta tassa sul caro estinto, o tassa sul morto, è stato il senatore dem Stefano Vaccari, che recentemente ha chiarito la storia dell’Iva: ‘Vogliamo innalzare la deducibilità delle spese dagli attuali 1.500 euro a 7.500 e l’introduzione dell’Iva serve a coprire parzialmente questo sgravio… Se la Ragioneria dovesse bocciare gli sgravi, anche l’aumento dell’Iva verrà stralciato. Facile temere che succeda il contrario, vista la ricerca di nuove entrate’. 

Imprese funebri in ansia

Sono anni che il testo presentato da Vaccari è incardinato in Parlamento. Ora si è arrivati a una svolta. E’ probabile che il ddl ‘disciplina delle attività funerarie’ diventi legge. Tra le novità contenute nel provvedimento anche una quota fissa da pagare in occasione di ogni funerale.

Il ddl mette paura anche alle imprese funebri anche perché introduce un limite massimo di funerali annui. Non solo: se un’impresa organizza tanti funerali, ogni anno, deve essere dotata di numerosi mezzi funebri di proprietà.

In Italia morire già costa caro. Se venisse approvato il ddl passare a miglior vita diventerebbe ancor più oneroso. Sono tante nel Bel Paese le famiglie che non hanno denaro per le esequie dei propri cari e chiedono aiuto al Comune. In verità, in Italia, per assicurare a un defunto una sepoltura dignitosa bisogna sborsare tanti quattrini.

Il problema è che nel mondo dei servizi funebri ci sono molti ‘sciacalli’ che vogliono profittare del dolore altrui per fare business. Forse è anche per tale ragione che lo Stato vuole intervenire con una normativa capillare.

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