Chiara Appendino perde capo di Gabinetto: chiese di cancellare multa amico

By | 28 ottobre 2017

Torino, Chiara Appendino accetta dimissioni Paolo GiordanaLa sindaca di Torino Chiara Appendino non riesce a ritrovare la serenità. C’è sempre un problema che la tormenta. Adesso la sindaca pentastellata perde un altro ‘pezzo’. Il capo di Gabinetto Paolo Giordana ha chiesto le dimissioni dopo la pubblicazione di un’intercettazione telefonica ‘scottante’. Il braccio destro della sindaca pentastellata avrebbe chiesto al presidente di Gtt, Walter Ceresa, di cancellare la multa di un suo amico. E pensare che, nelle ultime ore, Giordana era stato sentito dai pm di Torino nell’ambito di un’inchiesta che vede coinvolti, per concorso in falso in atto pubblico, sia l’assessore Sergio Rolando che la stessa sindaca grillina. Oggetto dell’inchiesta è la mancata previsione nel bilancio di un debito del Comune nei confronti dell’azienda Ream. Le acque sono senza dubbio agitate nel Comune di Torino. In verità, per la Appendino non è mai stato semplice amministrare il capoluogo piemontese. Dinanzi a un’intercettazione del genere, Giordana non ha potuto fare altro che dimettersi. Il capo di Gabinetto aveva chiesto a Ceresa di cancellare una multa di 95 euro comminata a un suo amico.

‘Sì, sì, non gli arriverà la multa’

“Per carità, i controllori sono tanto bravi, però un po’ troppo, come dire, quadrati. Praticamente un mio amico era sul pullman che stava per timbrare il biglietto e il controllo l’ha fermato dicendogli: ‘Lo doveva timbrare 5 minuti fa, 1 minuto fa, 30 secondi fa. Adesso le devo fare la multa’. Non è tanto carina come cosa. Cosa possiamo fare?”, aveva detto Giordana al numero uno dell’azienda dei trasporti torinesi, chiedendogli se fosse in possesso della multa. Ceresa aveva risposto affermativamente, assicurando all’amico che ci avrebbe pensato lui: ‘Sì, sì, non gli arriverà la multa’.

Evviva la trasparenza e la correttezza targata M5S. Ma è possibile che Chiara Appendino non sapeva nulla di questa squallida storia di favoritismi e abusi di potere ai danni dei cittadini. Ci sono onesti cittadini che, pur di pagare le multe, rinunciano al cibo, ai medicinali e all’acquisto dei vestiti. Già, gli onesti cittadini…

Saranno i magistrati, prossimamente, a fare luce sul comportamento dell’ormai ex capo di Gabinetto torinese, che nelle ultime ore ha detto: ‘Sono convinto della correttezza del mio operato e lo dimostrerò nelle sedi opportune. Mi preme, più che ogni altra cosa, tutelare la città di Torino e l’amministrazione’.

Non è tardato ad arrivare il commento della Appendino sulle dimissioni di Paolo Giordana: ‘Accetto le dimissioni di Paolo Giordana. Sono umanamente dispiaciuta per la persona, lo ringrazio di aver messo al primo posto l’interesse della città’. 

Scandalo multa: Paolo Giordana, il fido braccio destro della sindaca grillina

L’addio di Paolo Giordana all’amministrazione comunale torinese rappresenta senza dubbio un brutto colpo per Chiara Appendino. La sindaca Appendino deve molto a Giordana, che è stato, in un certo senso, il suo pigmalione. Paolo ha sempre sostenuto la Appendino e l’ha portata al trionfo alle elezioni comunali. Uno degli artefici del successo della politica grillina è stato indubbiamente anche Giordana.

A mettere col le spalle al muro il capo di Gabinetto è stata la richiesta di cancellazione di una multa inflitta a un amico. Una richiesta fatta al CEO di Gtt, azienda dei trasporti torinesi. Uscire fuori per la richiesta di un favore. Quella richiesta è stata intercettata e finita nelle mani dei pm torinesi.

Il potente braccio destro di Chiara Appendino, prima dello scandalo multa, era in realtà stato protagonista di episodi vergognosi, come quelli della proiezione in piazza San Carlo della finale di Champions League e del flop inerente all’organizzazione  dei mercatini di natale. E pensare che Paolo Giordana è un ex seminarista e attualmente prete in una chiesa autonoma. Dopo essere uscito dalla Chiesa cattolica, infatti, ha aderito al Patriarcato ortodosso d’Europa.

Paolo Giordana non ha mai militato nel M5S, eppure ha caldeggiato non poco l’ascesa della Appendino. L’ex seminarista ha militato invece nel centrosinistra ed ha usato le tante informazioni apprese per far trionfare Chiara. Cosa farà adesso la sindaca pentastellata senza il suo pigmalione?

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