Curare il cancro con ricci di mare ed alghe: speranze dagli abissi

By | 25 settembre 2017

Combattere i tumori con ricci di mare ed algheE se, in futuro, frutti di mare, ricci di mare e alghe fossero alleati contro i tumori? Le speranze di un futuro senza neoplasie provengono anche dagli abissi. Ne è certo lo scienziato Vittorio Venturi, grande esperto di batteriologia che coordina un team di ricerca presso il Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologie di Trieste. Il pool di esperti è concentrato proprio su quella ricchezza, presente nei fondali marini, che potrà essere utile per produrre importanti farmaci, come antibiotici e antitumorali. Venturi ha spiegato ai microfoni dell’Adnkronos Salute: ‘Per esempio penso a un’intuizione importante sulla comunicazione fra batteri. Oggi sappiamo che questi si comportano come un gruppo e non some singoli. Una scoperta che ha rivoluzionato la microbiologia ed è stata messa a segno proprio studiando un batterio marino che vive in simbiosi con un calamaro… La comunicazione batterica è un target del futuro per nuovo antibiotici. Agendo su questo fronte, per esempio, si può rendere la comunità più debole e confusa’. E’ esteso certamente l’elenco delle ‘creature marine’ che potrebbero debellare il cancro, come vongole, ricci di mare e spugne. Se n’è parlato anche al ‘Trieste Next 2017’.

Ricci di mare: rimedio anti cancro del futuro?

Il mare come fonte della cura del tumore. Non è la prima volta che medici e scienziati tirano in ballo la suggestiva prospettiva. Ricci di mare, vongole e spugne sarebbero solo alcune delle creature marine che potrebbero, un giorno, far vivere meglio e più a lungo i malati oncologici.

Un’equipe di ricercatori scozzesi, qualche anno fa, avevano affermato che il segreto della cura dei tumori è nascosto nei ricci di mari. Le strane creature marine, che sembrano delle palle da squash potrebbero essere fondamentali per annientare gravi patologie come Alzheimer, patologie cardiache e cancro.

Gli scienziati della St Andrews University avevano scoperto che la qualità viola dei ricci di mare ha una particolare sequenza genetica che, precedentemente, si pensava potesse essere appannaggio solo dei virus. Gli esperti scozzesi, dunque, avevano concentrato i loro studi sui ricci di mare per arrivare a creare trattamenti innovativi contro patologie più o meno gravi, neoplasie e Alzheimer in primis. Il coordinatore dell’importante ricerca, Martin Ryan, aveva chiosato: ‘Ora è possibile prendere le cellule dei pazienti e riportarle nello stato di staminali. Questo è un enorme passo in avanti. Queste cellule staminali del paziente potrebbero essere utilizzate per trattare una vasta gamma di patologie, come il cancro, il Parkinson, l’Alzheimer e le malattie cardiache’.

Per il team di ricerca scozzese è fondamentale la strana sequenza genetica scoperta nei ricci di mari, una sequenza che potrebbe caratterizzare diverse creature marine. ‘Studiare queste sequenze in creature come i ricci di mare permetterà di trovare nuovi strumenti per combattere le malattie e proseguire alla grande le ricerche nel campo della biotecnologia’.

Le caratteristiche dei ricci di mare

Forse non tutti lo sanno, quindi è opportuno ricordare la straordinaria capacità autorigenerativa dei ricci di mare: così come le stelle marine, riescono autonomamente a riparare la loro colonna vertebrale in presenza di lesioni. I ricci di mare, ma anche altre creature marine, hanno rappresentato per molto tempo la principale fonte di sostentamento per molte persone, e in futuro potranno salvare la vita di molti malati oncologici.

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