Fake news sulla salute, oltre 8 milioni di vittime

By | 27 marzo 2018

fake-news-saluteOrmai, quando si accusa un lieve malore o un disturbo si interpella subito la Rete. Google, pian piano, sta sostituendo il medico. Da popolare motore di ricerca, Big G sta diventando Dottor G. Si stima che circa 15 milioni gli italiani, quando avvertono disturbi come raffreddore o mal di testa, si rivolgano al web. Sono oltre 3 milioni, invece, i genitori che, dopo essersi rivolti al web, hanno trovato informazioni false, ovvero fake news. Nell’arco di un anno le vittime di fake news sono state 8,8 milioni.

Millennials si affidano alla Rete

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Sono allucinanti i dati diffusi recentemente sulle vittime delle bufale sulla salute diffuse in Rete. Il medico di famiglia e il farmacista restano ancora i maggiori strumenti per ottenere informazioni sulla salute ma in terza posizione c’è Internet. Lo ha detto il Censis, che ha svolto un’indagine insieme ad Assosalute. Il 17% degli italiani si appella ai siti internet generici sulla salute, mentre il 6% ai siti istituzionali. Il 2,4% fa domande sulle bacheche virtuali dei social network.

Un dato che fa riflettere è quello relativo ai millennials: il 36,9% di essi usa il web per cercare di curare disturbi e malesseri lievi. In realtà, molti italiani, anche adulti, cercano di reperire subito informazioni sui lievi disturbi e sui farmaci attraverso la Rete. ‘Sulle fake news la questione non è tanto chiudere i siti o censurare l’informazione, ma per quanto riguarda i farmacisti fare un salto culturale nel rapporto tra web e social, nell’interazione tra negozio fisico e digitale, utilizzare questi strumenti utilizzando anche la conoscenza in modo documentato, confutando il linguaggio delle fake news che è poi accattivante per definizione‘, ha affermato Marco Cossolo, presidente di Federfarma.

Bufale sulla salute: come riconoscerle

Le fake news possono nuocere gravemente a se stessi e agli altri, quindi bisogna meditare a lungo prima di condividere un contenuto trovato online in tema di salute. In Rete occorre sempre agire con una forte oculatezza e fare attenzione a quello che viene postato. Non esiste un manuale per riconoscere le fake news, quindi bisogna sempre usare il buon senso.

Come riconoscere una bufala? Beh, la risposta è semplice: verificare sempre l’attendibilità della fonte. Negli ultimi tempi, gli stessi big del web, Google e Facebook in primis, sono stati accusati di favorire la diffusione di bufale e per questo sono dovuti correre ai ripari. Google, ad esempio, ha inaugurato ‘First Draft News’, un progetto di ampio respiro per contrastare la disinformazione in Rete, ed ha lanciato il sito Google News Lab attivo. Facebook invece ha ideato un filtro anti fake news, attualmente in fase di sperimentazione in Giappone e negli Usa.

Ha iniziato una crociata contro le fake news anche il ‘padre’ di Wikipedia, Jimmy Wales, che ha promosso il progetto Wikitribune, mirato a diffondere solo notizie attendibili e neutrali. Il giornalista ed esperto di fact-checking, Craig Silverman, ha stilato una lista di 6 regole per scoprire le fake news:

  • Controllare sempre l’URL
  • Dare un’occhiata alla pagina ‘Chi siamo’ per scoprire se la notizia proviene da un sito di satira
  •  Fare attenzione alle dichiarazioni. Basta selezionarle e fare una ricerca su Google. Se nessuno le ha mai fatte, bisogna effettuare ulteriori approfondimenti. Il rischio bufala, in tali casi, è elevato.
  • Effettuare ricerche inverse delle immagini
  • Seguire i link
  • Massima attenzione. ‘Se una storia sembra troppo bella per essere vera, oppure provoca una forte reazione emotiva, è meglio calmarsi per un momento’, dice Silverman.

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