Arte e cultura

Laureati italiani: percentuale bassa di occupati entro tre anni dal titolo

Che in Italia è arduo trovare un lavoro non è una novità. La difficoltà di trovare un impiego riguarda anche i dottori. Secondo i recenti dati, è bassa la percentuale dei laureati italiani che riesce a trovare un lavoro entro tre anni dal titolo accademico. L’Eurostat ha reso noto che nel Belpaese, l’anno scorso, erano occupati il 57,7% dei dottori italiani che si erano laureati tre anni prima. Una percentuale bassa se si confronta con quella dell’Europa a 28, pari all’80,7%.

Laureati italiani in affanno nel mercato del lavoro

Dai dati Eurostat emerge che i laureati italiani arrancano nel mercato del lavoro rispetto ai colleghi europei. Rispetto agli anni passati, comunque, c’è stato qualche passo in avanti. La situazione, comunque, dovrà migliorare perché l’Italia occupa il penultimo posto nell’Ue per laureati occupati, davanti solo alla Grecia. Il dato italiano diventa ancor più penoso se confrontato con quello tedesco. In Germania lavora il 92,6% dei laureati entro tre anni dal conseguimento del titolo. Forse, in Italia, c’è qualcosa che va cambiato sul fronte del lavoro e dell’istruzione. Dopo aver constatato, ancora una volta, che anche per i laureati italiani è quasi un’utopia trovare un lavoro, vogliamo soffermarci sulle facoltà universitarie con più disoccupati.

Le facoltà con più disoccupati: Lettere al top

Almalaurea, associazione che raggruppa 64 atenei italiani, ha provveduto a stilare un dossier sul rapporto tra tipologia di laurea e percentuale di disoccupati entro 5 anni dal conseguimento del titolo. Se si dovesse stilare una classifica delle facoltà universitarie in cui si registra il più alto numero di disoccupati, il primo posto lo occuperebbe Lettere. In seconda posizione c’è la facoltà di Giurisprudenza. Anche per gli aspiranti avvocati, dunque, è diventato veramente difficile trovare un impiego. Difficile lavorare anche per i laureati nel settore geo-biologico e in Psicologia. Tra le facoltà, invece, che offrono molti sbocchi occupazionali, e in cui si registra un minor tasso di disoccupati, ci sono Ingegneria, Medicina ed Economia.

La laurea non dà la certezza di trovare subito un lavoro, almeno in Italia. Forse i ragazzi italiani se ne stanno accorgendo e, dopo il diploma, preferiscono iniziare a lavorare. Secondo recenti dati, diffusi sempre dall’Eurostat, su 100 italiani tra i 30 e i 34 anni solo 26 sono laureati. Peggio dell’Italia solo la Romania. E’ ancora lontano, dunque, il fine del piano ‘Europa 2020’, ovvero almeno il 40% di laureati in ogni Stato membro.

Quali sono, invece, le nazioni europee con più laureati? In prima posizione c’è la Lituania (un dottore ogni due trentenni); seguono Lussemburgo e Cipro. Sono le donne, e non solo in Italia, a laurearsi di più: 32,5% contro il 19,9%.

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