Ricercatore calabrese scopre il punto debole dei tumori

By | 4 maggio 2018

Tumori, la scoperta di Davide Ruggero: ricercatore calabreseL’Italia fa parlare di sé, fortunatamente, anche in bene e spesso nel campo della ricerca scientifica. In futuro la vita dei malati di tumore migliorerà sicuramente perché la ricerca scientifica fa passi da gigante e molte scoperte vengono fatte in Italia, o all’estero ma da ricercatori italiani. L’esperto Davide Ruggero, originario di Catanzaro ma attivo da anni nell’Università della California, a San Francisco, ha scoperto una proteina che, se neutralizzata, provoca la demolizione del cancro.

Test sui topi

La sperimentazione di Davide Ruggero è stata condotta sui topi ma promette bene anche per l’uomo. L’esperto ha compiuto i test sul tumore alla prostata ma la proteina, o meglio la neutralizzazione della proteina, potrebbe provocare l’autodistruzione di numerose neoplasie.

Ruggero e i suoi colleghi hanno esaminato centinaia di tumori alla prostata, scoprendo due mutazioni genetiche che nelle cellule neoplastiche trasformano una proteina. La forma alterata della proteina sarebbe simile a quella secreta dalle cellule sane quando sono ‘stressate’, che consente di regolare l’energia nel momento del bisogno. In condizione di stress, infatti, le cellule necessitano di molta energia ma cercano di non consumarne troppa.

Neoplasie aggressive necessitano di più energie

‘I tumori più aggressivi, che formano anche metastasi, devono lavorare di più rispetto ai tumori meno aggressivi, spendendo maggiori energie’, ha spiegato Ruggero ai microfoni dell’Ansa. Grazie alla suddetta proteina, le cellule tumorali hanno imparato a dosare le energie, quindi sono in grado di ‘lavorare’ senza restare prive di ‘carburante’.

Ruggero e colleghi hanno notato che ostacolando il meccanismo con una molecola le neoplasie vengono neutralizzate ‘perché lavorano troppo e non hanno più energie’.

La storia di Davide Ruggero

L’intuizione di un ricercatore calabrese potrebbe mettere fine alla parola tumore, quindi alle paure, alle sofferenze e alla morte. La storia di Davide Ruggero è comune a quella di molti altri laureati italiani. Davide, dopo la laurea, è stato costretto a lasciare la sua Calabria, la sua Italia, per coltivare la sua passione. Sì, perché in Italia si dà pochissimo spazio alla ricerca. L’Italia non è certamente un Paese per giovani illuminati e ardimentosi.

Ruggero, come tanti altri ragazzi brillanti e intelligenti, ha lasciato il suo Paese, che pian piano resta privo di energie, di potenza, di intuizione. Perché l’Italia non ha valorizzato Davide Ruggero? Eppure, negli ultimi anni, il ricercatore calabrese si è distinto nel campo dell’oncologia presso l’Università della California, a San Francisco. Ruggero, insieme ad altri oncologi, ha fatto scoperte importanti che, se dovessero essere confermate da altri studi, miglioreranno certamente la vita dei pazienti oncologici.

Era proprio il team di ricercatori capitanato da Ruggero quello che, diversi anni fa, aveva scoperto un aminoacido responsabile delle metastasi tumorali. Una scoperta importante, come quella fatta recentemente.

Ragazzi costretti ad abbandonare l’Italia

Adesso ci domandiamo perché menti come quelle di Ruggero sono costrette ad emigrare e lavorare all’estero? Perché soggetti di elevato spessore culturale e professionale vengono spesso snobbati dall’Italia? Non bastano, sinceramente, le congratulazioni dei rappresentanti delle istituzioni. Bisogna fare di più.

Nel 2012 l’onorevole Domenico Naccari, delegato ai Rapporti con le comunità regionali del sindaco di Roma, si era complimentato così con Ruggero: ‘Roma Capitale esprime le più vive congratulazioni al prof. Davide Ruggero, giovane scienziato di origini calabresi che sta seguendo importanti successi nella lotta contro i tumori’.

 

 

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