Tumore al seno aggressivo, nuova tecnica per curarlo

By | 9 aprile 2018

cancro-seno-trattamentoSi stima che circa il 10-15% dei casi di cancro al seno non risponde alla terapia ormonale, quindi sono più aggressivi e sovente si ripresentano. La scienza fortunatamente sferra colpi importanti anche alle patologie più gravi e viene incontro ai pazienti, migliorando la loro vita.

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Un team di ricerca internazionale coordinato da ricercatori dell’Università di Lund, in Svezia, ha scoperto una nuova tecnica per trattare questi tumori al seno aggressivi mediante la manipolazione delle cellule del tessuto connettivo della neoplasia.

Adesso l’obiettivo degli studiosi è sviluppare un nuovo farmaco che tende a convertire il cancro al seno aggressivo, facendolo diventare sensibile alla classica terapia ormonale.

Vari tipi di tumore al seno

La neoplasia mammaria colpisce molte donne al mondo ma grazie alla scienza è aumentato il tasso di sopravvivenza delle pazienti. Tale cancro nasce e si sviluppa per mutazioni e altri cambiamenti genetici che disattivano il sistema di controllo dello sviluppo che normalmente è presente nelle cellule umane.

Nuove ricerche evidenziano l’importanza della contatto tra le cellule tumorali e altri tipi di cellule nel tessuto circostante, come il tessuto connettivo, le cellule del sistema immunitario e i vasi sanguigni. E’ proprio tale comunicazione che permette ai tumori di formarsi, diffondersi e opporsi al trattamento.

Esistono varie tipologie di tumore al seno, ognuna con possibilità di trattamento e prognosi diverse. Per le donne con tumori al seno che sono sensibili agli ormoni (il 70% circa) la prognosi è certamente migliore, mentre per circa il 10-15% di quelle affette da neoplasie insensibili agli ormoni la prognosi è grave. Queste vengono sottoposte a una terapia più intensa con la chemioterapia, che può essere correlata a gravi effetti collaterali.

La prevenzione è basilare per ridurre il rischio

Kristian Pietras, docente alla Lund University, ha dichiarato: ‘I nostri studi sulla comunicazione tra cellule del cancro al seno e tessuto circostante hanno rivelato un fattore di crescita – PDGF-CC – che trasmette informazioni tra le cellule tumorali e le cellule del tessuto connettivo, principalmente nei tumori basali del seno. Ha dimostrato che alti livelli di PDGF-CC nelle cellule tumorali erano associati a una prognosi infausta’.

La prevenzione è fondamentale per prevenire il tumore al seno, sia aggressivo che non aggressivo. Quasi la metà delle italiane considera non guaribile tale cancro e il 31% snobba l’autopalpazione del seno. Questi sono solamente alcuni dei dati risultanti del sondaggio condotto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica su 1.657 donne per accertare il grado di conoscenza su tale neoplasia.

Cancro al seno: neoplasia più frequente

Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM, ha detto riguardo ai nuovi casi di tumore al seno: ‘È la neoplasia più frequente in tutte le fasce d’età. A dimostrazione del livello globalmente raggiunto dal Sistema Sanitario Nazionale, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi nel nostro Paese raggiunge l’87% ed è più alta sia della media europea (82%) sia dei livelli registrati nei Paesi Scandinavi (85%) e in Irlanda e Regno Unito (79%). E a 10 anni l’80% delle pazienti italiane è vivo’.

Il professor Pinto menziona l’importanza della ‘prevenzione primaria, basata cioè sugli stili di vita sani (no al fumo, dieta corretta e attività fisica costante), e secondaria (adesione ai programmi di screening mammografico) sono le armi principali per sconfiggere questa neoplasia. Sappiamo infatti che, se si interviene ai primissimi stadi, le guarigioni superano il 90%’.

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